Nostro gruppo VENDO/CERCO/SCAMBIO biglietti tour Robbie Williams


NUOVI APPUNTAMENTI 2026/2027 :
20 Settembre 2026 : Bogotà Colombia - Movistar Arena
23/24 Settembre 2026 : Lima Peru' - Arena 1 Park San Miguel
27 Settembre 2026 : Cile Santiago Estadio Bicentenario De La Florida
1-2 -4 Ottobre 2026 : Argentina - Movistar Arena, Buenos Aires
7-8 Ottobre 2026 : Messico Città Del Messico - Palacio De Los Deportes
10 Ottobre 2026 : Pulso GNP Festival - Messico Santiago de Querétaro
13 Ottobre 2026 : San Paolo Brasile - Allianz Parque
27 Ottobre Messico : Vallarta Nuevo Nayarit
3 Novembre : Lexus Melbourne Cup Day - Australia
7 Novembre 2026 : Australia - Adelaide Oval
11 Novembre 2026 : Australia - Melbourne, Marvel Stadium
14 Novembre 2026 : Australia - Sydney, Accor Stadium
17 Novembre 2026 : Australia - Newcastle, McDonald Jones Stadium
20 Novembre 2026 : Australia - Brisbane, Suncorp Stadium
24 Novembre 2026 : NZ - Auckland, Eden Park
28 Novembre 2026 : NZ - Christchurch, One New Zealand Stadium
6 Dicembre 2026 : Brisbane ' Carreras & Friends '

1 Luglio 2027 : Silverstone Grand Prix
3 Luglio 2027 : Lytham Festival - Lancashire
6 Luglio 2027 : Thomond Park Stadium Limerick Irlanda
7 Luglio 2027 : Thomond Park Stadium, Limerick Irlanda
16 Luglio 2027 : PhillGood Festival Rowing Canal - Plovdiv, Bulgaria

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giovedì 2 novembre 2023

ALTRE INTERVISTE DI IERI DURANTE LA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO SU NETFLIX

Ricordo che la premiere del documentario sarà trasmessa da oggi al 5 novembre a Londra per un numero ristretto di persone. Info già pubblicate QUI

 

ROBBIE REAGISCE AI COMMENTI NEGATIVI SUI SOCIAL

 


Allora, ecco alcune cose di ieri che non sono OK, dico alcune perché ce ne sono state molte altre.↓↓

"Personalmente non ha un bell'aspetto, ci sono alcune 'red flags' ( segnali preoccupanti ) tra lui e la sua 'Handler' ( supervisore )  ... cioè la moglie 😗".

"Anche sua moglie è troppo magra, stessa dieta?".

"Troppo!!! Concordo!!! Non ha muscoli per niente 😢"

"MAGRO SEMBRA MALATO"

"Troppo magro!"

"Oddio, è diventato magro... cosa fa la moglie con lui😢 Botox e perdita di peso pazzesco"

"Se sei così magro dovresti assolutamente fare degli esercizi! Spalle, petto, braccia e naturalmente schiena e gambette. Per favore! Ayda, fai qualcosa! 😉🙏🏼😘".

"Robbie sei dimagrito troppo, staresti meglio con qualche chilo in più".

"Omg sembra un vecchio di 80 anni"

"Ffs sembri anoressico come Ayda. Non è affatto un bel look Robbi😢".

Non sono la tua bambola di Ken

Robert

Namaste ❤️🙏

JOE PEARLMAN ( IL REGISTA DEL DOCUMENTARIO SU NETFLIX ) PARLA DI ROBBIE


Traduzione :
Il regista del documentario Netflix di Robbie Williams, Joe Pearlman, è stato intervistato da TV Times Magazine.
Joe Pearlman, già regista di film acclamati dalla critica come After the Screaming Stops e Lewis Capaldi: How I'm Feeling Now, che ha vinto il premio Authored Documentary ai National Television Awards di quest'anno.
Nell' intervista esclusiva, Joe rivela cosa ha imparato su Robbie Williams durante le riprese della serie.

Perché ha voluto realizzare il documentario?
Per me Robbie Williams era una figura culturale che ho sempre visto sui giornali e di cui si parlava, ma non ero sicuro di sapere molto di lui e mi sembrava un personaggio intrigante.
Dopo il documentario su Lewis Capaldi, abbiamo iniziato a parlare di chi sarebbe stato il prossimo e il nome di Robbie è venuto fuori.
Poi mi è stato detto che possedeva un archivio di oltre 30.000 ore di filmati che andavano dai tempi dei Take That a oggi. Questo mi ha fatto pensare: "Cosa c'è lì dentro? Cosa possiamo scavare? Cosa non è mai stato visto prima?". Mi è sembrata un'opportunità incredibile.

Com'è stato incontrare Robbie per la prima volta?
È importante dire che non avevo un'opinione su come sarebbe stato; è sempre meglio essere imparziali. La prima volta l'ho incontrato in un hotel di Londra ed è entrato indossando un completo di Gucci, senza top sotto. Ho pensato: 'Ah, sì, la pop star è qui adesso!

In che modo i filmati d'archivio costituiscono la base della serie?
Robbie mi ha detto subito che voleva fare qualcosa di diverso e abbiamo iniziato a parlare di cosa avremmo potuto fare con questo incredibile archivio. Un incredibile team di montatori e produttori ha ridotto 30.000 ore a circa 10 e abbiamo strutturato un'intervista con Robbie intorno a queste. Al giorno d'oggi, Rob non esce molto, non lo si vede molto in pubblico. Per ogni telefonata che ho avuto con lui, mi chiamava con FaceTime dal suo letto. È il suo posto sicuro, quindi è lì che si siede nel documentario per l'intervista!

Iniziate con i suoi primi giorni di celebrità con i Take That...
Esatto. Cominciamo con l'enorme successo di Robbie con i Take That ed esploriamo come questo giovane ragazzo di Stoke-on-Trent sia stato spinto sotto i riflettori.
Poi seguiamo la sua prima carriera da solista, durante la quale ha avuto molti alti e bassi. Essere una celebrità significa mettersi in gioco nel mondo ed è considerato un patto con il diavolo. Si vive un sogno, ma cosa succede se non è come ci si aspettava? Questo film esplora il prezzo della fama, l'avere troppo e troppo giovane e se ne vale la pena.

Nella serie Robbie parla molto della sua battaglia con le droghe e l'alcol e dei suoi problemi di salute mentale. Ti ha sorpreso la sua franchezza?
Per niente. In tutta la serie, Robbie è incredibilmente onesto, divertente e desideroso di intrattenere. Vuole solo dire la sua verità o scoprire una nuova verità, credo. Ci sono state certamente cose di cui ha trovato difficile parlare, ma nulla è mai stato off-limits.

Ci sono filmati degli spettacoli di Robbie a Knebworth nel 2003.
Sì Knebworth del 2003, dove si esibì per tre sere davanti a un pubblico record. Ma la copertura negativa della stampa stava avendo un impatto sulla sua salute mentale... Robbie è un personaggio che dà sempre ascolto alle cose negative. Crede intrinsecamente di non meritare il successo e di non avere talento, quando la realtà è che si trova davanti a 365.000 persone e sta regalando loro la più bella esperienza della loro vita!
Ma è come se ci fossero questi due personaggi che lavorano insieme. L''uno contro l'altro. Per creare questo intrattenitore per tutti. Rob non si considera un cantante o un autore straordinario, ma questo documentario ci ricorda che in realtà è un autore incredibile. E scopriamo la verità dietro molti dei suoi testi.

Nel 2006, la salute mentale di Robbie era in declino e il documentario rivela come abbia sofferto segretamente di un attacco di panico mentre si esibiva sul palco di Roundhay Park, a Leeds, davanti a 90.000 persone.
Sta facendo un'esibizione da urlo, ma quello che la gente non riesce a vedere è che si trova nella peggiore angoscia immaginabile. Spesso ha affrontato il problema facendo uso di droghe e alcol.
Dopo un periodo di disintossicazione, Robbie si è ripreso ed è tornato sul palco con il sostegno della sua compagna, ora moglie, Ayda Field.

Com'è stato conoscere lei e i figli della coppia?
È bello che i telespettatori vedano Robbie a casa con la sua famiglia; Ayda è una persona fantastica, i suoi figli sono incredibili e lui è un padre eccezionale. Concludiamo con una nota positiva: Robbie è tornato nel suo habitat naturale: il palcoscenico. È lì che ha bisogno di stare. Ha sicuramente affrontato un percorso a tratti difficile per realizzare questo show, ma è una testimonianza di quanto abbia dato al progetto. Non è tutto pesante. C'è molto divertimento, il personaggio di Rob e una bella nostalgia. E, naturalmente, la grande musica.

ROBBIE : HO TENTATO IL SUICIDIO


Traduzione :
Robbie ha raccontando la sua vita turbolenta in occasione del documentario su Netflix ed ha confessato di aver tentato il suicidio. Ha rivelato di essersi "tagliato i polsi" nel momento più basso della sua vita.
Ha dichiarato: "Grazie a Dio ora si parla di salute mentale in modo diverso. Ho letto qualcosa che mi ha fatto incazzare, qualcuno che diceva che le celebrità fanno apparire sexy i problemi mentali. Non c'è nulla di sexy nel prendere un coltello e tagliarsi le vene, come ho fatto io. Dobbiamo stare attenti a quello che diciamo e come lo diciamo".
Quando gli è stato chiesto di chiarire se intendesse dire che l'aveva fatto davvero, ha risposto: "Sto dicendo che mi sono tagliato i polsi da solo. Il motivo per cui lo dico è che le persone sono persone, che siano in qualche reality o nel nuovo film di Martin Scorsese. Dobbiamo stare attenti a ciò di cui accusiamo le persone. Pensate che il tale o il talaltro stia cercando di attirare l'attenzione dicendo che ha l'autismo ? Non è così ".
Nel suo momento più buio era così depresso che, come dice alla telecamera, pensava che sarebbe stato "meglio se fosse morto".
Nel documentario Robbie mostra la sofferenza derivante della sua salute mentale mentre viene criticato pesantemente dai media. Il tutto raggiunge il culmine con un concerto a Leeds, quando Robbie ha un attacco di panico che dura per tutto lo spettacolo. "È come quegli incubi in cui non sai cosa sta succedendo e non riesci a ricordare nulla e sei terrorizzato. È stato così per tutta la notte". Fortunatamente per Robbie e i suoi fan, ora si trova in un posto molto più felice, sposato con la moglie Ayda e con quattro figli. Ha detto: "Mi sento fortunato ad avere la mia famiglia. In questo momento mi descriverei come un eremita molto felice ''

PRESENTAZIONE 'ROBBIE WILLIAMS' THE POP-UP


Questo pomeriggio Robbie ha inaugurato a Londra in un locale di Covent Garden l'evento Pop-Up in programma per il 2-5 novembre a 45 Wellington Street dove verrà proiettata la premiere del primo episodio del documentario Netflix ( info qui )

QUI potete trovare tutti i teaser pubblicati sino ad ora da Netflix




Con il regista Joe Pearlman




mercoledì 1 novembre 2023

SONO IN 'MANOPAUSA'. MI FARO' UN LIFTINFG AL COLLO ED UN INTERVENTO AI DENTI

Traduzione intervista a The Sun

Robbie Williams confessa di aver pensato di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica. Rivela inoltre di trovarsi in una condizione di "manopausa" e per questo sta combattendo contro il diradamento dei capelli, la riduzione del desiderio sessuale, l'insonnia e la letargia.
"I capelli si stanno assottigliando, il testosterone ha lasciato il mio corpo, la serotonina non c'è più e la dopamina ha detto addio molto tempo fa. Ho esaurito tutte le sostanze naturali buone. Ho la menopausa. Mia figlia dice: 'Papà è pigro'. Non mi piace il termine 'pigro' perché è così che mi descrivevano quando ero più giovane. La realtà è che sono solo distrutto da ciò che ho fatto a me stesso negli anni Novanta e in parte negli anni Duemila"
Robbie si è aperto di nuovo in forma tipicamente onesta in vista di un nuovo documentario di Netflix in quattro parti.
Ha sconfitto la dipendenza dal sonnifero Zopiclone, ma rivela: "Ho un modello di sonno diverso da quello delle altre persone. Sono magneticamente attratto dalle 4 del mattino e mi addormento alle sei e non posso farci nulla. Vado a letto alle 23 e rimango lì completamente sveglio e vigile fino alle 5 del mattino. È uno dei motivi di rammarico per Ayda ".
Puoi chiedere a Robbie qualsiasi cosa e lui non batte ciglio. "Hai mai sbaciucchiato uno dei Take That?". ("No").
"Chi è la donna più famosa con cui sei andato a letto?". ("Te lo dico dopo"). "Hai mai avuto un disturbo alimentare?". ("Ho avuto tutte le 'rexias', sì").
Durante le riprese della serie di Netflix, i produttori gli hanno proibito di farsi il botox, nel caso in cui avesse disturbato la continuità delle riprese.
Basti dire che ora ne ha un bel po' in faccia.
Prossima tappa? Un lifting al collo da 20.000 sterline e i "Turkey Teeth".
"Ho fatto il botox", dice, senza muovere un muscolo. '' Non riesco più ad arrabbiarmi. E Ayda mi ha detto che potrei fare di più. E lo farò. Credo che l'immagine che la gente ha della chirurgia plastica o dei trattamenti sia basata su cattivi esempi.
Non ci si rende conto che la maggior parte delle persone dell'industria dello spettacolo si sono fatte fare il trattamento, ma non si direbbe: il 90% è abbastanza decente.
Mi sto anche facendo fare i Turkey Teeth - sto cercando le persone che fanno i denti migliori. Voglio vedere esempi in cui si dica: 'Oh, non sapevo che l'avessi fatto...'. Non voglio denti da televisione. Lo farò e mi farò anche un lifting al collo. Me lo regalerò l'anno prossimo. Ha solo bisogno di un po' di aiuto, tutto qui", dice sollevando le guance e pizzicando un pezzettino di pelle floscia.
"Andrò a fare un consulto a Natale, il mio regalo di compleanno per i 50 anni". ''
Oggi, nonostante anni di terapia, l'autostima di Robbie rimane incredibilmente bassa.
Di recente ha aperto un esilarante account parodistico di influencer con "contenuti di merda" su Instagram, ma non legge i commenti sui social media né si informa su Google.
Seduto sul suo letto gigante (sono su Zoom, non accanto a lui), ricorda: "C'è stato un periodo in cui ho assorbito ogni forma di informazione su di me. Se fossi un terapeuta, direi che cercavo prove per dimostrare che ero una persona di merda. Cercavo le cose negative. E le ho trovate. Ma un giorno stavo leggendo che sono la persona peggiore che sia mai esistita al mondo e ho pensato: ' Devo rimediare in qualche modo' . Così ho deciso di andare a leggere la sezione dei commenti di alcune persone che conosco come persone sane di mente nell'industria dello spettacolo.
Sapevo che Ant e Dec erano persone di qualità, così quando ho iniziato a scorrere la pagina sono arrivato al secondo o terzo commento e ho letto: 'Odio questi due quasi quanto odio quel ciccione di Robbie Williams'. Quindi è stato bello !".
Nel documentario, Robbie ammette di aver vissuto una vita da rockstar, bevendo una bottiglia di vodka al giorno, assumendo "qualsiasi droga su cui potessi mettere le mani" e andando a letto con le groupie.
''Allora, con quante donne ha fatto sesso?", chiedo, senza riuscire a guardarlo negli occhi e desiderando di lavorare, per esempio, per la sezione politica di questo giornale.
Lui risponde: "Probabilmente è più alto della media degli uomini, ma più basso di quanto ci si aspetterebbe".
Poi mi fa tirare a indovinare.
"Ehm, 65?".
"Oh! Beh, è più di questo!".
"110?"
"Sì, facciamo così".
Nonostante la riduzione dei livelli di testosterone, Robbie è chiaramente devoto alla madre dei suoi figli, Teddy, Charlie, Coco e Beau.
E l'unica azione che fa al di fuori della casa di famiglia è 'donne che giocano con le loro tette' tramite un messaggio diretto su Instagram. Il che è adorabile.
Ride: "La prima cosa che faccio è mostrarla ad Ayda e dire: "Guarda che roba!".
"Siamo terribilmente sdolcinati l'uno con l'altra. Sono felice, Ayda è fantastica.
So di avere una vita importante e mi sento fortunato ad avere la mia famiglia. In questo momento mi descriverei come un eremita molto felice... sono un agorafobico alla Coca-Cola light. E per me va bene così".

domenica 29 ottobre 2023

ROBBIE WILLIAMS HA SEMPRE ANTICIPATO I TEMPI NELLA SUA CARRIERA


Traduzione intervista :

La giornalista Caitlin Moran ( The Times ) è stata invitata nella villa della pop star, dove ha parlato del suo nuovo documentario su Netflix, della dipendenza, delle malattie mentali, degli stalker e delle minacce di morte - e di come sia sopravvissuto a tutto questo...

Sono nella villa di Kensington di Robbie Williams, costata 17,5 milioni di sterline. È, senza dubbio, a) la villa di Kensington da 17,5 milioni di sterline più allegra in cui sia mai stata e b) l'unica villa di Kensington da 17,5 milioni di sterline in cui sia mai stata.
Sulle scale c'è una Lisa Simpson placcata in oro di un metro e mezzo, bambini adorabili corrono dappertutto e il tavolo da pranzo è ricoperto di dipinti di farfalle multicolori. Sono quasi certa che nel corridoio ci sia un Banksy.
Williams arriva per un abbraccio di benvenuto che, tragicamente per i tappeti della sua villa, mi fa cadere di mano una lattina di Diet Coke. Mi sciolgo in scuse.
"Non si preoccupi", mi tranquillizza Williams, mentre alcuni adorabili membri dello staff si affacciano per ripulire il mio orrore. "L'ultima intervista che ho fatto qui è stata con Dan Wootton, che ha rotto il divano appena si è seduto".
Preavvertita, mi siedo con cautela, cercando, come sempre, di essere il meno simile a Dan Wootton.

In questi giorni, Williams - sobrio da 20 anni - si sta dedicando alla salute. Con la sua tuta da ginnastica color crema e il cappellino da baseball dei New Kids on the Block, sembra sereno e magro, quasi smunto.
L'ex "Blobby Williams" (© tutti i tabloid) è molto magro. A 49 anni, si possono improvvisamente vedere sul suo volto i suoi antenati contadini irlandesi che stavano sotto la pioggia battente a sospirare su un asino morto e bagnato.
"Tesoro, prendo l'Ozempic", dice felice. "Beh, qualcosa di simile all'Ozempic. È come un miracolo di Natale. Sono passato da kg.88,5 a Kg.76,5. E ne ho bisogno dal punto di vista medico. Mi è stata diagnosticata la sindrome self-loathing di tipo 2 ( una sorta di rifiuto di se stessi ). Essere grasso è una catastrofe per la mia salute mentale. La mia voce interiore mi parla come Katie Hopkins parla delle persone grasse. È una follia".
In omaggio alla sua ritrovata magrezza, durante l'intervista è stato allestito un buffet di snack salutari (bastoncini di carota, hummus, olive). Il tipo di snack che appare solo quando si ha a disposizione uno chef a tempo pieno. Williams prende un falafel, lo intinge nell'hummus, ne dà un morso e poi fa una faccia profondamente infelice.
"A quanto pare non era un falafel. È una palla energetica al cioccolato", dice sospirando e mettendo i resti ingannevoli su un piatto laterale. Ingoia comunque il disgustoso boccone. Ma non c'è tempo da perdere. Ha molto di cui parlare.

È LA QUARTA VOLTA CHE INTERVISTO ROBBIE WILLIAMS.
La prima volta fu nel 1996, subito dopo aver lasciato il gruppo dei Take That, in una bufera di titoli e ragazze in lacrime, e si stava preparando a pubblicare la sua cover di Freedom di George Michael. Dopo due minuti dal saluto, mi afferrò la mano e gridò: "Corri!" e ci precipitammo al pub dietro l'angolo. Abbiamo bevuto due pinte e due shot in meno di 14 minuti prima di mangiare le mentine che lui aveva in tasca e tornare nell'ufficio della sua società di management, dove avrebbero dovuto tenerlo sobrio.
La seconda volta che incontrai Robbie Williams era il 1997, quando bevemmo Long Island iced tea al TGI Fridays finché non riuscimmo a malapena a reggerci in piedi, poi tornammo nel suo appartamento dove il bagno era coperto di vomito - "Non il mio!". Poi suonò con la chitarra le canzoni che finirono per diventare il suo primo album, Life Thru A Lens. Era assolutamente convinto di poter sfondare come cantautore. Il resto del mondo era piuttosto sicuro che non ce l'avrebbe fatta.
La terza volta è stato nel 2005 in un attico affacciato sul Tamigi. Il tempo gli aveva dato ragione. Ora, dopo Angels, era il più grande artista del mondo. Era a tratti amaramente arrabbiato (per i Take That), irritato (con una troupe di MTV), sfacciatamente amichevole e aperto (con me). Aveva un braccio rotto e il suo assistente dovette aiutarlo a mettersi la camicia. Abbottonandolo come una madre mentre lui fumava a catena e cantava Je t'aime... moi non plus nello stile di Bernard Manning. È stata davvero una delle cose più divertenti che abbia mai visto, al livello di Vic 'n' Bob.
In ogni occasione, ero consapevole di incontrare una persona affascinante e onesta, ma anche all'apice di una fama assolutamente incomprensibile per chiunque non sia balzato agli onori della cronaca, non abbia suonato di fronte a 375.000 persone. Essere fotografato da un elicottero o aver fatto salire e scendere il valore in borsa della sua casa discografica con una sola citazione (quando nel 2002 firmò il contratto record da 80 milioni di sterline con la EMI e tenne una scherzosa conferenza stampa gridando "Sono ricco al di là dei miei sogni più sfrenati", il prezzo delle azioni scese immediatamente di 1 penny).

NEL XXI SECOLO PENSIAMO DI SAPERE COSA SIA LA FAMA.
Può diventare oscura, giusto? Ma quando cala il buio, almeno tutte le vostre lacrime cadono su superfici di lavoro in marmo di Carrara o in bicchieri di champagne, o sul viso della top model che vi state scopando. Ed è quindi una delle tenebre meno pietose nello schema delle cose. Un'oscurità divertente !
Se c'è qualcosa che può farvi cambiare idea è l'imminente documentario di Netflix in quattro parti su Robbie Williams. Utilizzando 30 anni di filmati dietro le quinte, il documentario segue il sedicenne di Stoke-on-Trent fino al suo apogeo più oscuro, nel terzo episodio. È qui che Williams - a questo punto la più grande popstar del mondo - si trova nel backstage prima di suonare al Roundhay Park di Leeds davanti a un pubblico di 90.000 persone, in un tour che lo ha visto esibirsi davanti a 3 milioni di persone in tutto il mondo. A questo punto, la vita di Williams è fatta di pillole, malattie mentali non diagnosticate, tentativi falliti di riabilitazione, salute carente, infortuni, stalker, minacce di morte e una serie di relazioni sentimentali con Nicole Appleton delle All Saints e Geri Halliwell - che sono andate in pezzi a causa dell'intromissione della stampa.
Stremato dalla stanchezza - "I just feel… nothing" - Williams viene steso su un divano e sottoposto a una massiccia flebo di steroidi per aiutarlo a salire sul palco. Una volta lì, sa che tutto andrà bene: Ma questa volta, quando raggiunge il centro del palco, è solo. Per la prima volta, "Robbie Williams" non si presenta. Quando la band inizia a suonare dietro di lui, il volto del cantante è in un rictus di terrore: sembra un Papa di Francis Bacon in versione light entertainment, sciolto dall'adrenalina e dal cortisolo. Un attacco di panico lo ha preso in pieno: "È come quegli incubi in cui non sai cosa sta succedendo e non riesci a ricordare nulla e sei terrorizzato. È stato così per tutta la notte".
A un certo punto guarda il cielo, si fa il segno della croce e dice: "F*** me", in preda alla disperazione più assoluta, mentre, ironicamente, Let Me Entertain You suona a tutto volume. È una visione orribile.
Nel documentario, Williams ora - riguardando il filmato - non riesce a sopportarlo; va avanti veloce fino alla fine. Si copre il viso con le mani. È chiaro che provoca una reazione viscerale.
Oggi dice: "È stato come guardare un incidente in cui sei stato coinvolto, ma al rallentatore. [Fare il documentario] è stato come sopportare la propria malattia mentale ad un ritmo molto, molto lento, per un tempo molto, molto lungo. È un'esperienza di nicchia. Non ci sono molti gruppi di sostegno". Sospira.
"Quando mi hanno chiesto di fare il documentario, ho inventato un jingle. 'Trauma watch! / Trauma watch! / Have a trauma watch! / Ero nei Take That poi ho lasciato i Take That/ Poi mi sono drogato e sono diventato molto grasso'". "
Fa una pausa.
"Alla fine non l'hanno usato".
Per capire la storia di Robbie Williams, bisognerebbe essere nel 2023, dove siamo all'inizio di un sistema di diagnosi molto migliore.
"Oh, le ho tutte", dice Williams con immensa allegria.
"Disprassia, dislessia, ADHD, neurodiversità, dismorfia corporea, ipervigilanza... Ce n'è una nuova che ho acquisito di recente: HSP. Persona altamente sensibile. Disturbo post-traumatico da stress [PTSD]. E, ovviamente", dice con un'espressione orgogliosa, "ho una personalità che crea dipendenza. Non ho però il disturbo narcisistico di personalità o il disturbo di doppia personalità . Li ho guardati la settimana scorsa e, ovviamente, ho scelto tutte le opzioni peggiori. Quindi, se ce l'avessi, ve lo direi con orgoglio. Ma li sto collezionando tutti, come i distintivi degli scout.
Questo è il bambino che ha fatto il provino per i Take That all'età di 16 anni. Naturalmente, nel 1990 non conoscevamo nessuno di questi disturbi o divergenze. Come dice Williams nella sua canzone The 80's, ''School was a laugh/ They didn’t have ADD/ Thick was the term they used for me/ Over and over, repeatedly''.
In The 80's - che è la prova che Williams si è rivelato davvero un grande cantautore - tratteggia il mondo da cui i Take That hanno rappresentato una potenziale via di fuga: '' I smoked Consulates and Park Drive, drank Nookie Brown/ Learnt how to skive/ Polo mints to hide my breath from my mum/ Did a little weed cos it felt like fun/ Did a little bit of speed if my friend had some…''
La canzone che segue, The 90's, altrettanto splendida, spiega cosa è successo dopo: "I got no GCSEs, nothing higher than a D/ Couldn’t tell my mum because she’d batter me… She said, ‘That man’s been on the phone and you’ve made the list!/ You’re in that boy band, son, come and give us a kiss!'' “Boys I don’t believe it, I’m gonna be famous!/ Pick you up in a Porsche and buy you lots of trainers/ I met the other guys, one seemed like a cock/ I think it’s gonna be like New Kids on the Block.
Il "cock/testa di c**o " era, ovviamente, Gary Barlow, con il quale Williams ha litigato per anni; ora sono finalmente tornati amici. Il filmato mostra come, anche in quei primi anni, Williams fosse inadeguato nel gruppo dei Take That.
Nonostante avesse cantato come solista nella hit numero 1 Everything Changes, il gruppo era ancora visto come "la band di Gary" e Williams veniva messo in secondo piano; rimproverato, in diretta su Radio 1, dagli altri quando faceva battute.
Fuori dal gruppo, era un Dio. All'interno della band, era il fratello minore esasperante che doveva essere rimesso al suo posto. Sembrava un mix emotivo vertiginoso per un bambino instabile e bisognoso. "Ora c'è la cena con Versace, il pranzo con la principessa Diana/ e mi picchieranno se esco nella mia villa".
"Beh, c'era un contratto per uccidermi in tenera età", dice Williams con un'alzata di spalle rassegnata. "Diciassette, diciotto persone volevano uccidermi. C'era molta gelosia e risentimento dalle mie parti. E poi la mamma non era al sicuro: non poteva nemmeno uscire di casa o aprire le tende. Era sopraffatta. Quindi, anche questo mi ha incasinato".
Hai provato vergogna, come se avessi contaminato anche lei con i tuoi problemi? Se l'avessi resa insicura come te? Annuisce. "La vergogna. È la più difficile da affrontare".
La storia delle "minacce di morte" non è una paranoia o un'esagerazione, comunque. Nella sua prima biografia, Feel, c'è un passaggio in cui Williams trova dei fori di proiettile nella finestra di casa sua e non ne parla nemmeno con la sua squadra per alcune settimane, tanto era diventato comune a quel punto. "Non mi sentivo al sicuro a casa e non mi sentivo al sicuro nel gruppo. Non c'era sicurezza da nessuna parte e mi sentivo costantemente vulnerabile. Ma... questo è PTSD, no?".
Sentirsi "insicuri" nella band: mi parli di questo ? Perché credo che la maggior parte delle persone penserebbe che tutte le limousine, gli hotel, i soldi e l'adorazione siano di grande conforto.
"Beh, sarebbe interessante fare un documentario sulle boy band e sulle girl band", dice Williams, sporgendosi in avanti sul divano. "Su quello che pensano di fare e su quello che succede davvero. Perché se prendiamo i Take That come studio del caso - e tutti i ragazzi ne hanno parlato pubblicamente, quindi non sto violando la privacy di nessuno - c'è Gaz che è diventato bulimico e agorafobico e non usciva di casa, che ha dimenticato come si scrivono le canzoni e dormiva sotto il suo pianoforte. C'è Howard, che ha contemplato il suicidio. C'è Mark, che è finito in riabilitazione. C'è Jason, che non ce la fa più e che è scomparso. E poi ci sono io.
C'è qualcosa che si solidifica e si calcifica in quei cinque anni - che è la durata di vita tradizionale di una boy band - che causa la malattia mentale. Sono cinque su cinque". O, come dico in The 90's, "Siamo tutti un sacco di nervi e non una banda di fratelli".
Bastano 40 minuti - il primo episodio - perché Williams passi dall'essere un brillante, ambizioso ragazzo della classe operaia di Stoke-on-Trent, che balla allegramente la break-dance a un fantasma gonfio e biondo ossigenato che si presenta nel backstage di Glastonbury con gli Oasis, con i denti neri, tracannando una bottiglia di vodka.
Lascia i Take That - cosa che viene annunciata al telegiornale - e poi, nel giro di pochi minuti, le troupe del telegiornale lo vedono di nuovo uscire di casa per andare in riabilitazione.
Anche in questo momento buio, Williams è divertente. Rivolgendosi alle troupe sulla soglia di casa sua, sbatte le palpebre e dice, con una certa scontrosità: "Posso dire che sono turbato dall'affluenza? Quando Michael Barrymore è andato in riabilitazione, c'era molta più gente fuori".
Non c'è dubbio: se si vuole un documentario su una serie di bassi schiaccianti e catastrofici, Robbie Williams ce lo offre con un candore impressionante.
Quando ho incontrato quelli di NETFLIX, la domanda che ho voluto fare loro è stata: "Can you polish a turd ? ( Potete fare brillare/far apparire migliore uno stronzo ? ) " dice Williams, mangiando a tentoni un'oliva e poi rilassandosi quando si scopre che non è un'oliva al cioccolato. "So che tutti hanno una storia o uno stronzo, ma voglio che la mia storia o il mio stronzo significhino qualcosa. So che tutti sono molto interessati all'aspetto del trauma e della dipendenza, ma io ho sempre pensato: 'Beh, per me c'è molto di più'. Volevo rompere i soliti schemi con la forma. Avevo bisogno che le cose fossero... diverse da come erano".
In Robbie Williams, infatti, la svolta nel formato è che, in ogni episodio, vediamo tutti i filmati dei decenni di caos e dipendenza di Williams - ma allo stesso tempo Williams, nel 2023, li sta guardando. Reagisce e fornisce un commento a volte sgomento, a volte emotivo, ma più spesso incredibilmente divertente sull'intera vicenda.
In pratica, guarda se stesso come da spettatore di un reality. Si sente ogni pensiero, quelli che la maggior parte delle persone reprime, detto ad alta voce. È come una sitcom molto traumatica.
''Abbiamo parlato per 25 giorni, 6-7 ore al giorno", racconta Williams '' Ma bisogna mostrarlo a tutte le persone che si limitano a dire: ' E' solo una cosa di poco conto ' oppure ' Nessuno crede a quello che scrivono i giornali. Non ci pensare '
Beh, ero incredibilmente malato di mente. Non si può cancellare la cosa. È come se la gente dicesse: 'Non essere triste' a qualcuno che è malato di mente. E ora sappiamo che non dobbiamo farlo, vero?".
Una delle cose più affascinanti di Robbie Williams è vedere quanto sia stato inaspettatamente in anticipo sui tempi nel corso della sua carriera. Molto di ciò che oggi consideriamo la celebrità moderna - il brutale candore sul sesso, l'immagine del corpo e salute mentale; la fluidità sessuale e di genere; la capacità di rivolgendosi direttamente agli spettatori sull'intero concetto di 'fama' rompendo quel muro che divide l'artista e il pubblico " - è presente, più e più volte, anche nel 1996, 1997, 1998.
Ecco Williams a Top Of The Pops nel 1998 con un abito a rete dorato, che precede di un'intera generazione l'ex membro della boy band Harry Styles in abito da sera.
Ecco Williams che si descrive allegramente come "omosessuale al 49%".
La dichiarazione più postmoderna di Williams sulla fama - il video di Rock DJ in cui, per impressionare le sue fan femminili, prima si toglie tutti i vestiti, poi si spoglia di tutta la pelle fino a diventare solo carne disperata e danzante - sarebbe più adatta al lavoro di Lady Gaga un decennio dopo.
Anche Gaga, in particolare, è passata dalla sua modalità elettro-pop a un album di cover di classici dell'easy listening, come Williams, ma senza essere accusata di aver prodotto un "manufatto di consumo creato per la nausea del giorno di Natale", come l'NME ha liquidato l'analogo Swing When You're Winning di Williams.
E la costante apertura di Williams nei confronti della sua salute mentale è stata davvero pionieristica. È difficile ricordare che la sua ammissione, nel 2004, di essere in cura con antidepressivi, fu una cosa molto importante. Al giorno d'oggi, ogni celebrità lo ammette. È semplicemente... normale.
"C'era una battuta che volevo inserire nel documentario, ma che alla fine l'abbiamo eliminata", dice Williams, sorridendo. 'Mi sono lamentato dei miei problemi, così anche Lewis Capaldi ha potuto farlo'. Fantastico!". Come un padre divertito, ride della sua stessa battuta. "Ma questo è ciò che ero. Lewis Capaldi senza tic".
Per essere visto regolarmente come "un intrattenitore leggero con le mani da jazzista" o, secondo la descrizione sempre viscida di Noel Gallagher, "il ballerino grasso dei Take That", Robbie Williams è stato molto più originale, più audace, più sfacciato e più interessante di quanto la stampa gli abbia dato credito. Le "uniche" persone che sembrano averlo notato sono i suoi milioni di fan.
"È strano", penso. "C'è una precisa schiera di persone 'cool' - il tipo di persone che sono appassionate, che so, di Radiohead - per le quali tu sei la battuta di riferimento per qualcosa che 'non è cool'. E...
A questo punto Williams mi interrompe, con l'aria agitata che lo contraddistingue per tutto il giorno.
"È interessante, perché una volta stavo prendendo delle anfetamine per perdere peso - sai, anfetamine mediche - e mi hanno fatto arrabbiare molto, e ho scritto un blog su tutte le band Britpop che erano davvero sprezzanti o presuntuose nei miei confronti. Mi ero calato nella 'tana del coniglio del TFI Friday' per guardare tutti questi gruppi "fighi" di allora, e all'improvviso ho avuto una rivelazione enorme mentre li guardavo: erano tutti incredibilmente f***mente mediocri. Mi sono detto: "Mi ricordo di voi, brutti stronzi". Vi ricordo nel backstage di qualche programma televisivo a guardarmi dall'alto in basso e... siete delle merde". Oh wow, pensavo che foste tutti migliori di me e invece siete tutti... noiosi'". "
"La cosa che mi ha incuriosito di più", dico io, mentre Williams se ne sta seduto con l'aria ancora indignata ("Voglio solo dire che di solito non mi arrabbio in questi giorni. Non ho testosterone al momento e di solito sono molto calmo"), "è che le cose che fai e che sembrano provocare la massima derisione da parte della gente 'cool' sono in realtà quelle che ti spaventano di più.
Nel documentario vediamo finalmente che quando fai la tua faccia da James Bond "compiaciuto" nel video di Millennium, o fai l'imitazione di Norman Wisdom a The Voice, quei giorni sono quelli in cui, in realtà, eri incredibilmente ansioso o stavi avendo un vero e proprio attacco di panico. Quelli a cui non piaci sembrano avere una repulsione inconscia e animale per la tua paura. 
Williams annuisce con forza.
"Ne ho parlato con Michael Bublé secoli fa", dice. "Abbiamo parlato al telefono per circa un'ora e mezza. È stato molto, molto utile. E mi ha detto la stessa cosa: ogni volta che sembra l'uomo più sicuro di sé al mondo, in realtà è quando ha più paura".
"Nel documentario, a Glastonbury, quando salgo sul palco tutto impettito [Williams ricrea il suo avvento aggressivo e trionfante sul palco], sono assolutamente terrorizzato. [La girl band] Daphne e Celeste era appena stata buttata giù dal palco al Reading Festival e io pensavo: "Mi succederà anche qui. Stanno pisciando nelle bottiglie che mi tireranno addosso". Quindi è tutta una messa in scena".
Ha un'aria riflessiva.
"Crescendo ho amato la TV, il cinema, i grandi personaggi: mi sentivo al sicuro quando guardavo Morecambe and Wise, Tommy Cooper e The Two Ronnies. Quindi è lì che voglio andare. ''
Negli ultimi minuti, Teddy, la figlia maggiore di Williams, si è seduta sulle sue ginocchia e le ha accarezzato il viso. È incredibilmente tenero con lei, ma dice: "Papà sta parlando di cose serie, tesoro. Sei ancora troppo piccola per sentirle".
Ci spostiamo nel suo giardino, mezzo campo da calcio nel mezzo di Kensington, che ha tutte le caratteristiche di essere curato da molti, molti collaboratori. Williams ha descritto Teddy come "nata con le Jazz Hands" e ha un ovvio interesse per il suo lavoro: '' Ha già detto di voler lavorare nel mondo dello spettacolo. Ma non le permetterò mai di avvicinarsi a questo lavoro finché non sarà adulta", dice lui, ferocemente.
Abbiamo già superato di un'ora il tempo previsto per l'intervista e la moglie di Williams, Ayda, appare in giardino e sembra sorpresa di vedere il marito qui.
"Ci stiamo nascondendo dai bambini", dice lui.
"Oh, è per questo che sono venuta qui fuori anch'io", dice lei, prima di sparire di nuovo in casa. Per due persone che abitano in una villa da 17,5 milioni di sterline, è una cosa verosimile.

LA COSA PIÙ STRANA NEL GUARDARE ROBBIE WILLIAMS è la rivisitazione di un periodo - la fine degli anni Novanta, gli anni Duemila - che sembra così recente ma anche, ora, piuttosto scioccante. Siamo prima della morte di Amy Winehouse e Caroline Flack, ma in concomitanza con l'esaurimento di Britney Spears, ed è spaventoso rendersi conto quanto fosse sprezzante la voce dei media quando si occupavano delle celebrità.
Nessuno di loro è un criminale di guerra nazista o un maniaco sessuale; sono solo cantanti e intrattenitori che vengono trattati come vergognosi e grotteschi personaggi per la coscienza pubblica - e il tono diventa più febbrile e pungente quanto più appaiono inevitabilmente fragili.
Nel documentario Williams dice: "Questo mi sta uccidendo", leggendo la stampa contro di lui, mentre la sua voce fuori campo del 2023 dice: "C'era la sensazione che sarebbe stato meglio se fossi semplicemente... morto".
Ma ciò che è strano, guardandolo, è la sensazione che in futuro nessuno si ricorderà di tutto questo. Sta già svanendo l'idea che Williams non sia cool, che sia imbarazzante, che sia un incapace, che sia troppo desideroso di piacere. Nel 2023, le celebrità ADHD che rompono la quarta parete ( quel muro tra artista e il suo pubblico ) in modo sconsiderato e candido sono "normali" per la generazione Z e per la generazione A.
Ora che Williams è sobrio, rilassato e felice con la moglie e i quattro figli e sta portando avanti una miriade di progetti collaterali, la sua figura inizia finalmente ad avere più senso. Per tutti coloro che lo consideravano "un po' troppo" quando era una pop star ... avevano ragione.
In realtà aveva bisogno di molto di più che "solo" concerti negli stadi e singoli pop. Ora recita: l'anno prossimo uscirà un film biografico, Better Man, di cui Williams insiste a non voler rivelare l'idea centrale, ma che è veramente, brillantemente fuori di testa. Williams sta progettando un hotel e uno ' Sleep Shop (negozio del sonno ? ) e realizza opere d'arte che vengono vendute a 40.000 sterline l'una.
Il suo feed di Instagram è come un generatore di meme del Fast Show, con gag e sciocca allegria. E progetta di aprire "un'università dell'intrattenimento, dove i ragazzi imparano come gestire una casa discografica, essere agenti, ma c'è anche un programma per la commedia, il trucco, la creazione di contenuti ''
''Quando hai tutte queste idee come britannico", dice, "non c'è nessun posto dove metterle in pratica. In America basta fare una telefonata. Quindi ora sto facendo quelle telefonate. In Gran Bretagna ci chiudiamo in una scatola. Io voglio, in mancanza di un'espressione migliore, fare come Elon Musk".
E la sua ricchezza da mini-Musk lo rende possibile: con un valore stimato di 230 milioni di sterline, Williams e la sua famiglia fanno ora la spola tra le case di Los Angeles, Londra, Francia e Svizzera.
"Io e mia moglie siamo persone volubili. Ovunque siamo, non vogliamo essere lì. Penso che staremmo meglio in una carovana in movimento, anche se una carovana in movimento non funziona molto bene quando hai dei bambini che devono andare a scuola. Credo che prima o poi dovremo prendere una decisione. Inoltre, essere una carovana mobile è incredibilmente costoso". Fa una smorfia.
Ma tornando ai suoi piani per un'università dell'intrattenimento, Williams osserva: "La parte più importante, però, sarà la salute mentale. Perché tutti quelli che arriveranno in quell'università avranno un problema mentale di qualche tipo. Vogliono essere amati, vogliono essere desiderati, vogliono essere riconosciuti, vogliono essere compresi".
Lei pensa che questo sia assolutamente un prerequisito per essere creativi, chiedo. È per questo che la gente lo fa? Perché ha problemi di salute mentale? Mi fissa. "Sì. Certo. Punto e basta." Mi fissa di nuovo. "Certo. E se non li hanno all'inizio, li hanno alla fine. Nessuno ha un lasciapassare nel gioco della fama estrema. Nessuno esce dall'altra parte ben sistemato, felice e mentalmente a posto. Dimmene uno". Passiamo i dieci minuti successivi a cercare di pensare a qualcuno, fallendo clamorosamente. Due di quelli che suggerisco con sicurezza vengono respinti da Williams "perché li conosco. No".
Ma mentre, per la mezz'ora successiva, Williams mi porta in giro per la sua casa, mi mostra la sua arte, abbraccia i suoi figli, bacia sua moglie e progetta la sua "prossima fase". "Il documentario mette a tacere tutto il passato. Ora mi sento fortunato". 
Penso che forse, nonostante la disprassia, la dislessia, l'ADHD, la neurodiversità, la dismorfia corporea, l'ipervigilanza, l'HSP, il PTSD e il self-loathing di tipo 2, tu ... forse ne sei finalmente uscito. Forse sei la prima megastar felice.

''Robbie Williams" è disponibile su Netflix dall'8 novembre

giovedì 26 ottobre 2023

PREMIERE DEL PRIMO EPISODIO DEL DOCUMENTARIO SU NETFLIX A LONDRA DAL 2 AL 5 NOVEMBRE


Dove si trova l'evento?
45 Wellington Street, Londra WC2E 7BN

Quando è aperto il pop up?
2 novembre: dalle 10:00 alle 19:30 GMT 
3 novembre: dalle 10:00 alle 19:30 GMT
4 novembre: dalle 10:00 alle 19:30 GMT
5 novembre: dalle 10:00 alle 14:00 GMT

Cosa è incluso nell'evento? 
Proiezione anticipata esclusiva dell'episodio 1, omaggi, cabina fotografica, installazioni. 

Posso partecipare virtualmente?
Purtroppo non è possibile partecipare virtualmente. Si tratta di un evento esclusivamente di persona.

Devo prenotare un biglietto in anticipo?
Non è necessario prenotare i biglietti in anticipo. L'ingresso viene concesso in base all'ordine di arrivo. Gli ospiti saranno respinti una volta raggiunta la capienza massima.  

Posso portare un ospite?
Quanti ne vuoi! Come sopra, l'ingresso è consentito in base all'ordine di arrivo. Gli ospiti saranno respinti una volta raggiunta la capienza massima.

Vendete merchandising?
Non venderemo merch, ma avremo degli omaggi limitati, tra cui oggetti firmati a sorpresa.  Quantità limitate al giorno.  Chi prima arriva, prima viene servito.

Altre info QUI oppure scrivete a : NetflixRWPopUp@netflixevents.com

p.s. : non è garantita da nessuna parte la presenza di Robbie Williams

ROBBIE WILLIAMS OSPITE A 'STASERA C'E' CATTELAN ' 25 OTTOBRE 2023