Foto di questi giorni a New York
presso il Bar Italia Madision con lo chef Denis Franceschini
Un'altra cosa che ho notato è che gli americani (soprattutto quelli della costa orientale) dicono qualcosa che noi britannici non diciamo.
Ti trovi in un contesto professionale.
Un cameriere ti versa da bere. Qualcuno ti porge qualcosa. Tu dici: «Thankyou».
Loro rispondono: «Of course».
Con l'aria di chi avesse pianificato tutto prima ancora che tu entrassi.
“Ho detto che l’avrei fatto… ed eccomi qui… a farlo.”
Non scontroso. Non riluttante. Scherzoso. Stravagante.
Un piccolo gesto di soddisfazione per aver adempiuto al proprio dovere.
Ma comunque… Of course… cosa?
Ora, mi piace “ You got it” Quella la condivido…
“Thankyou per il mio hamburger.”
“You got it, man.”
All’improvviso mi ritrovo in un film degli anni ’80. Va tutto bene. Mi fido del sistema.
Sono su un aereo (mentre scrivo questo), sulla costa orientale degli Stati Uniti.
L’hostess prende la mia lattina di Coca-Cola vuota.
“Thankyou very much”, dico.
“You are welcome”, risponde lei. Meraviglioso. Civiltà. Andiamo avanti.
Ma “of course”…
Da americano, intendono: “Felice di aiutarti.”
Da britannico, io sento: “Beh, ovviamente. È il mio lavoro.”
Detto con un tono scherzoso, ma quello percepisco è “Non lo farei se non fossi costretto.”
Il che è comunque meglio del classico della West Coast:
Tu dici Thankyou.
Loro rispondono: “Uh-huh.”
Uh-fottuto-huh? No.
Mio cognato lo diceva sempre.
Dopo la cinquantesima volta l’ho preso da parte. “Amico. Quando qualcuno ti dice ''thankyou'' tu rispondi ''You are welcome'' o ''My pleasure.”
Lui annuisce. Capisce.
Il giorno dopo fa qualcosa di carino. Io gli dico grazie. Lui fa le pistole con le dita. Alza le sopracciglia.
Con gli occhi spalancati, come un cucciolo che ti porta il giornale:
«My pleasure.»
Sì, Dylan. È così. Cavolo ! Penso che abbia capito.
Sono come un professor Henry Higgins da quartiere popolare.
E scrivendo questo mi rendo conto che sono diventato mio padre. Ca**o.
A mio padre dà fastidio quando i commentatori sportivi dicono “ I have to say ...” prima di dire qualcosa che non devono assolutamente dire.
Ma in realtà è il loro lavoro. Quindi sì, papà… devono dirlo. Oh no. Devo lavorare ancora su me stesso.
A parte “uh-huh”. Devo proprio dirlo… fanculo l’uh-huh.
Quali momenti nel linguaggio parlato vi fanno incazzare?
Namaste,
Professore Robbie Higgins
PS: Non sono andato a teatro con Ayda.
Ero davvero malato.



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